Al Teatro Der Mast ” In Arte Molière”

Seconda produzione teatrale dell’Associazione Culturale ContaminAzioni

 

Una rivisitazione personale e moderna, scritta ed interpretata da Alberto Cella, di uno degli autori di riferimento del teatro classico, una scusa per parlare d’altro attenendosi ai fatti di vita reali del grande maestro.

 

Sesto appuntamento della stagione Contaminazioni Teatrali domenica 1 dicembre alle ore 21 al Teatro Der Mast, in via Giosuè Carducci 17/E a Brescia, con In arte Molière un intrigante monologo scritto ed interpretato da Alberto Cella in cui l’attore si cala nei panni del grande commediografo francese.

 

La stagione Contaminazioni Teatrali prosegue mantenendo la filosofia dell’Associazione ContaminAzioni, ovvero di favorire l’incontro fra spettatori e fra spettatori e artisti. Si tratta di un nuovo modo di andare a teatro, o per meglio dire, di vivere il teatro: il pubblico si sente ospite, quasi accolto in una casa, e diventa parte attiva di una serata che si estende prima e dopo lo spettacolo.

 

Gli appuntamenti di CONTAMINAZIONI TEATRALI hanno, infatti, inizio nel foyer del teatro, prima dello spettacolo, che apre alle 19.30. Qui il pubblico può prendere un aperitivo e stuzzichini, e godere di un momento artistico a sorpresa. Segue alle 21.00 lo spettacolo vero e proprio, che termina con un incontro con l’artista o gli artisti, i quali raccontano la propria esperienza rispondendo alle domande del pubblico. A fine serata, è possibile intrattenersi ancora nel foyer per confrontarsi, scambiare opinioni e fare la conoscenza personale degli artisti. A questo scopo sono stati scelti spettacoli della durata di circa un’ora per lasciare spazio alla convivialità e al “vivere il teatro”. Il confronto e la socializzazione spesso continuano nelle pagine Social e web degli organizzatori e degli artisti.

 

È possibile prenotare online sul sito www.contaminazioni.net oppure telefonicamente al Teatro Der Mast al 392 4890202 (dalle 17.00 alle 19.00).

 

In arte Molière

 

Il 13 Gennaio del 1669 Moliere compie quarantasette anni. Nello stesso anno muore il padre del commediografo, Luigi IV autorizza le rappresentazioni de “Il Tartufo”, in autunno viene messo in scena “Monsieur De Pourceaugnac”.
Dopo anni di sofferenza psicologica e depressione, anni di conflitti personali con il pubblico e con le persone più vicine a lui, anni di grande cruccio artistico (in cui produce i suoi maggiori capolavori, Tartufo, Don Giovanni e Il Misantropo), Molière sembra aver trovato un equilibrio, una pace interiore, una tregua col suo spirito tormentato.

Il personaggio Moliere, interpretato in questo monologo, è un’invenzione fantasiosa, un’ipotesi inconsistente basata sulla realtà dei fatti, una riflessione intima infondata che ripercorre la sua vita dall’infanzia fino a pochi giorni prima del debutto de “Monsieur De Pourceaugnac”. Lo stile di narrazione è disteso e ironico, lontano dal lezioso barocco stilistico legato alla sua scrittura, dall’umore solitario e tormentato del poeta ma vicino al reale spirito sarcastico dell’attore comico che amava chiosare le sue conversazioni con battute pungenti e buono spirito.
Moliere vive nel monologo come personaggio moderno in cui riconoscersi; chiacchiera fra sé, con un fraseggio breve, contemporaneo, scarno. Il ritmo asciutto e fluente evidenzia e traduce la modernità di pensiero del grande autore parigino, vuole condurre lo spettatore vicino all’umanità dell’artista discostandosi dall’icona culturale dell’intellettuale celebrato e reinterpretato negli ultimi tre secoli. Il viaggio nella vita di Moliere sprona all’analisi introspettiva dell’uomo moderno nei suoi articolati dubbi senza risposta disgiunti dai riferimenti di elevazione sociale e spirituale. È una meditazione sull’inutilità del vivere, sul senso di abbandono profondo che attanaglia l’individuo contemporaneo.

Moliere, al culmine della sua carriera di autore, decide consapevolmente di rimanere un guitto, non abbandona il palcoscenico fino alla fine dei suoi giorni e consegna ai posteri un sarcastico, irriverente autoritratto che è, a tempo stesso, critica impietosa alla sua esistenza e specchio dei vizi di una società, che anticipa le ipocondrie, di un mondo di individualità ossessionate dall’ipocrita esibizione del proprio smisurato, inconsistente ego.

 

Mi chiamo Jean-Baptiste, mio padre si chiama Jean-Baptiste.
Ho 47 anni. Fra Quattro anni morirò.
Mi chiamo Jean-Baptiste sono un attore.
Non porto maschere.
Sono Jean –Baptiste Poquelin:
In arte Moliere.

 

 

Domenica 1 dicembre ore 21
(apertura teatro ore 19.30)

Teatro Der Mast, via Giosuè Carducci 17/E a Brescia
sesto appuntamento della stagione CONTAMINAZIONI TEATRALI
In arte Molière
Monologo di e con Alberto Cella
Regia Fiorenzo Savoldi
Elementi scenici Mario Bresciani
Luci: Maurizio Balzarini
ingresso € 12, ridotto € 10

informazioni e prenotazioni:
www.contaminazioni.net
Teatro Der Mast: 392 4890202 (dalle 17.00 alle 19.00)

 

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