Ecco il report “Analisi del territorio rurale 2020” presentato da Fondazione Cogeme

2124 aziende agricole, 1.060 allevamenti (per un totale di quasi 227.600 unita di bestiame adulto e quindi una media di 214 unita di bestiame adulto per allevamento), 16 agriturismi, 7 De.Co Denominazione Comunale d’Origine, sono solo alcuni dei numeri presenti nel report “Analisi del territorio rurale 2020” presentato per la prima volta da Fondazione Cogeme ai Comuni di Pianura Sostenibile (23 in totale i Municipi aderenti), progetto pluriennale che ha l’obiettivo di fornire strumenti di lettura strategica per il territorio della bassa. L’idea alla base infatti è quella di declinare la sostenibilità ambientale negli enti locali in un’ottica di governance.  “Il territorio rurale della pianura è allo stesso tempo attore e teatro degli sforzi che possono essere profusi per raggiungere lo sviluppo sostenibile” ribadisce Elvio Bertoletti, consigliere delegato al progetto- “così come è essenziale avere la consapevolezza dei dati circa, ad esempio, l’utilizzo efficiente del suolo o i numeri stessi dell’ economia rurale come indicato dal valore dei suoli agricoli”.  Affrontare quindi il tema dell’analisi dello stato di fatto del territorio rurale sia dal punto di vista della produzione agricola, che sul fronte della caratterizzazione dei suoli e delle aree protette è stato uno dei punti qualificanti della tavola rotonda a cui hanno partecipato rappresentanti del mondo delle Istituzioni, associazioni di categoria e infine network di buona pratiche sostenibili come Fondazione Symbola. Fanno da sottofondo i richiami alla PAC Politica Agricola Comune evidenziati dagli interventi di Fabio Rolfi Assessore Regionale della partita,piuttosto che del presidente Coldiretti Ettore Prandini nei termini di qualificazione e riqualificazione del comparto agricolo, a seconda de tempi in cui si vive e del contesto. In questo senso l’agricoltura deve distinguersi dalla maggior parte delle altre attività produttive per alcuni motivi specifici.

L’agricoltura bresciana si conferma in crescita con una produzione lorda vendibile complessiva di 1 miliardo e 300 milioni di euro per l’annata agraria 2018/2019 (+3,77% rispetto all’anno precedente). È chiaro che si tratta di dati precedenti rispetto al periodo della pandemia. In questo momento è necessario intervenire con misure concrete, veloci e a burocrazia zero. La Regione ha appena distribuito risorse a 638 aziende agricole bresciane del comparto agriturismo, florovivaismo e allevamenti di vitelli: a ognuna abbiamo dato 6.600 euro a fondo perduto con un bando aperto e chiuso in un mese e con pratiche semplificate“ conferma dall’Osservatorio regionale l’Assessore Rolfi, rafforzato nel dettaglio dal Presidente Coldiretti  Prandini che ribadisce come “Dalla pianura alla montagna, dai laghi alle colline, la terra bresciana racconta tante biodiversità e tipicità storicamente custodite dai nostri agricoltori. La sfida oggi, tra cambiamento climatico ed emergenza sanitaria ed economica, è quella di evidenziare il ruolo dell’agricoltura nello sviluppo sostenibile del territorio e di rinnovare il patto con il consumatore in ottica di circolarità. Al centro, la necessità di fornire cibo di qualità riducendo l’impatto ambientale dell’intera filiera agroalimentare, valorizzare buone prassi di coltivazione e allevamento, fare rete con aziende e istituzioni per una gestione efficiente delle risorse naturali a partire dalla corretta gestione del suolo, che parte dal recupero di siti già esistenti e rispondere alle crescenti esigenze di qualità, tracciabilità e tutela delle biodiversità. Ma non dobbiamo dimenticare che il settore primario italiano è il più sostenibile a livello europeo grazie all’impegno green degli imprenditori agricoli che investono in  fonti rinnovabili ed economia circolare.”

Quello che emerge è dunque una vera e propria identità territoriale a cui Fondazione Cogeme da alcuni anni cerca di imprimere nei proprio progetti e mettendosi a disposizione delle Amministrazioni Comunali. Un processo di identificazione che lo stesso Presidente della Provincia Samuele Alghisi ricorda nel proprio intervento: “Il progetto “Pianura Sostenibile” è la conferma dei grandi risultati che si possono ottenere quando le Istituzioni lavorano in sinergia. Approfondire temi urbanistici, energetici, ambientali, condividere un percorso innovativo, elaborare dati, aggiornamenti, confronti, ha dato modo ai Comuni di avere strumenti concreti e necessari per compiere scelte utili al territorio nell’interesse della sostenibilità ambientale e delle collettività. E’ stata creata un’identità territoriale, basata non solo sulle caratteristiche geografiche ed economiche, ma anche sulla natura dei luoghi, del patrimonio, delle infrastrutture e dei servizi esistenti, tenendo conto delle principali vocazioni. E in questo senso mi permetto di sottolineare quanto sia importante per i Comuni far parte di un’identità territoriale, quella che la Provincia sta proponendo sul territorio in collaborazione con UNIBS, dove non sono presenti Comunità Montane o organismi consultivi già istituiti”.

Numeri  e aspettative importanti insomma, che danno l’idea di quanto sia complesso mettere a regime dati omogenei per territori e rispettive vocazioni. “Questo lavoro richiederebbe ulteriori approfondimenti”, ricordano Il Rettore Maurizio Tira Responsabile scientifico del Progetto e la Ricercatrice Anna Richiedei dell’Università degli Studi di Brescia- “sarebbe opportuno, ad esempio, ottenere in maniera più organica un inquadramento delle coltivazioni di qualità (biologico e quant’altro) proprio per avere maggiore consapevolezza delle azioni ancora da intraprendere in chiave di sostenibilità ambientale”. Un richiamo in qualche modo ripreso dalla testimonianza di Ermete Realacci Presidente della Fondazione Symbola che ricorda dell’importanza di consolidare questi scambi di informazioni tra enti e soggetti diversi tra di loro ma che hanno in comune obiettivi legati ad una nuova qualità della vita: “Symbola è la Fondazione che promuove e aggrega le Qualità Italiane. Con ricerche, eventi e progetti raccontiamo aziende e istituzioni che migliorano il Paese puntando su innovazione e sviluppo, bellezza e creatività, capitale umano e territorio. Per affrontare la crisi dobbiamo recuperare, come dice Papa Francesco, la convinzione che come popolo abbiamo un destino comune. E mettere in campo le nostre migliori risorse. In particolare nell’economia circolare l’Italia è una superpotenza europea perché, poveri di materie prime abbiamo dovuto ricorrere a quella grande fonte di energia rinnovabile che è l’intelligenza umana. Brescia ha svolto in questo un ruolo importante. Le analisi che voi portate avanti anche sull’agricoltura confermano che la scelta della qualità paga e favorisce la nascita di nuove imprese giovani e femminili. È  proprio quell’Italia che fa l’Italia su cui possiamo e dobbiamo puntare.”

ECCO IL REPORT:

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