Il concerto omaggio ad Arturo Benedetti Michelangeli nell’aula della Vittoria Alata

BELLEARTI rende omaggio ad Arturo Benedetti Michelangeli, uno tra i più celebri interpreti del pianoforte del Novecento, nel centenario della nascita, con il concerto del pianista Alexander Romanovsky, ambientato nella suggestiva aula della Vittoria Alata appena restaurata, all’interno del nuovo Capitolium del Parco Archeologico di Brescia Romana, grazie alla collaborazione di Fondazione Brescia Musei.

La sinergia tra l’Associazione BELLEARTI e la Fondazione Brescia Musei nasce con la volontà di creare un momento unico di condivisione del proprio patrimonio culturale, musicale e storico-artistico, in cui le diverse anime si intrecciano per dare vita a un dialogo senza tempo.

L’omaggio per il centenario della nascita di Arturo Benedetti Michelangeli è per questo reso ancora più speciale in virtù del luogo eccezionale che ospiterà il concerto: il nuovo Capitolium di Brescia, rinnovato dal grande architetto Juan Navarro Baldeweg, sotto lo sguardo della Vittoria Alata.

BelleArti, dichiara: “abbiamo avuto l’occasione unica di poter costruire l’omaggio ad un grandissimo artista del recente passato creando relazioni tra un pianista di fama internazionale, un fotografo straordinario e un luogo magico, evocativo, reso ancora più speciale dal ritorno del simbolo di Brescia. Una Vittoria Alata restaurata che si relaziona in un gioco di prospettive e di luci alla musica di Alexander e alle sue movenze. Ringraziamo per questo tutti coloro che hanno reso possibile questa alchimia”.

Francesca Bazoli, presidente di Fondazione Brescia Musei osserva: “con il concerto nel Tempio capitolino si si è reso omaggio a due grandi icone della nostra città quali: il genio musicale di Michelangeli e la bellezza archeologica della Vittoria Alata. Proprio per questo siamo felici di aver concesso la disponibilità eccezionale per la realizzazione del concerto pur in un momento in cui è impossibile accogliere il pubblico”.

“Benedetti Michelangeli è riuscito a innalzare l’atto del suonare il pianoforte ad una funzione quasi sacra – afferma Romanovsky – Possiamo parlare del suo suono raffinatissimo, virtuosismo ai limiti dell’immaginazione sempre invisibile e dosato, però quello che colpisce in lui più di tutto è la sua capacità di addensare i sensi, di spogliare dell’“innecessario” l’idea e di rendere la musica incredibilmente rigorosa, ma intensa allo stesso tempo.”

Arturo Benedetti Michelangeli nasce a Brescia il 5 gennaio 1921.  A quattro anni inizia a studiare pianoforte e violino con il padre (maestro di pianoforte, compositore e avvocato). Giovanissimo diventa allievo – dopo un’audizione e una prova di ammissione – dell’Istituto Musicale “Venturi” di Brescia. Nel 1931 entra al Conservatorio di Milano. Acclamato nei teatri di tutto il mondo, tiene a Brescia il suo ultimo concerto italiano, in una occasione di beneficenza, nel giugno 1980 al Teatro Grande.

“Nell’arte non esiste il progresso – prosegue Romanovsky – i grandi che hanno toccato con un dito l’assoluto, rimangono per sempre contemporanei e quindi i giovani possono e vogliono confrontarcisi. Come sempre contemporanea rimane anche la voglia dell’uomo di comprendere l’ignoto, di avvicinarsi al divino, e nell’arte di Benedetti Michelangeli sembra proprio celarsi un mistero, il quale, forse, alle generazioni future potrà svelarsi di più che a noi.”

Il concerto con brani di Bach, Beethoven, Chopin – particolarmente amati da Michelangeli – sarà trasmesso il 25 dicembre da Ansa.it, Sky Classica, oltre che dai canali Facebook e YouTube di BELLEARTI.