Sicurezza nelle imprese: raddoppiano in dieci anni i reati informatici a Brescia

Lo sappiamo bene, ormai è tutto un bit, interconnesso e in rete. Preventivi, offerte, contratti e poi fatture, pagamenti, transazioni. Non a caso per le imprese la cybersicurezza è ancora più importante perché crescono gli attacchi da parte di malintenzionati e vere e proprie organizzazioni che ricattano, truffano e danneggiano con il loro operato: truffe al momento di acquisti, pishing, sottrazione di denaro durante operazioni bancarie, violazioni di dati e privacy, furti di identità e di profili social e tanto altro. Reati informatici in aumento per le imprese della nostra provincia, così come gli investimenti in sicurezza per difendersi. Ad evidenziarlo uno studio dell’Osservatorio di Confartigianato Lombardia sugli ultimi dati disponibili, quelli a tutto il 2019: i reati informatici ai danni delle imprese bresciane in questi anni sono stati in costante – e preoccupante – crescita. Brescia è seconda dietro solo a Milano in Lombardia. Erano 2.283 i delitti informatici e truffe e frodi informatiche denunciate nel 2011, più che raddoppiate, arrivando a 4.736 nel 2018 per toccare i 5.245 nel 2019. Con l’aumento di incidenza degli stessi sul totale dei delitti inerenti all’attività d’impresa: cresciuti dal 9,4% del 2011 al 28,9% del 2019. In tutta la Lombardia nel 2019, si registrava 42.304 casi, 8 anni prima, nel 2011, 23 mila in meno con un trend di crescita delle denunce di delitti informatici costante durante tutta la serie storia esaminata (2011-2019). Lombardia tristemente al primo posto di questa triste classifica a livello nazionale: segue il Lazio (22mila), la Campania (21mila) e il Piemonte (20mila).

«Sono aumentati in maniera importante e preoccupante i reati informatici ai danni delle imprese, ma nel 2020 a causa del Covid anche gli investimenti in sicurezza. Così come la nostra organizzazione si è dotata di servizi e convenzioni ad hoc per le imprese associate così al nostro interno, grazie ad una costante implementazione dei dispositivi di sicurezza trattando dati molto sensibili degli associati» commenta il presidente di Confartigianato Imprese Brescia e Lombardia Eugenio Massetti che prosegue: «Il 2020 caratterizzato dalla pandemia, ha spinto una maggior platea di MPI nostrane all’utilizzo di strumenti digitali, passando dal 53,8% al 64,4%: a fronte di una maggiore propensione all’impiego del digitale per produrre, comunicare e vendere, si osserva anche un incremento della quota di imprese di micro e piccole dimensioni (da 1 a 49 dipendenti) che hanno effettuato investimenti in sicurezza informatica: a Brescia le imprese che hanno investito nella sicurezza informatica sono aumentate del 6,8% rispetto al periodo 2019, con una quota complessiva pari al 35,2% delle imprese della provincia, rispetto al 28,4% di un anno prima. Investimenti sì, ma anche formazione: come Confartigianato teniamo costantemente aggiornati i nostri associati sui rischi, con campagne di sensibilizzazione, webinar e focus specifici: la consapevolezza e l’informazione sulle nuove tecniche di raggiro sono le armi migliori per difendersi».

Un dato inequivocabile, se si pensa che la generalità dei delitti inerenti all’attività d’impresa denunciati nello stesso arco di tempo preso in esame, cioè tra il 2011 e il 2019, nella nostra provincia, sono diminuiti del 25% (-25,2%): 18.140 i delitti inerenti all’attività d’impresa denunciati. Tornando ai reati informatici: tra le tipologie di aziende più colpite, a livello provinciale hanno subito almeno un incidente di sicurezza informatica (come, ad esempio, indisponibilità dei servizi, interruzione o corruzione dei dati fino alla divulgazione di dati riservati) il 10,5% delle attività manifatturiere, l’11,3% delle imprese del comparto costruzioni, il 9,5% dei servizi non finanziari.