Fondazione Cogeme, ecco il progetto PC4change: l’economia circolare che fa bene alle comunità

PC4Change è il titolo del nuovo progetto proposto da Fondazione Cogeme nell’ambito delle proprie attività legate all’economia circolare, svolto in stretta collaborazione con Reware, Cooperativa e Impresa Sociale specializzata nella rigenerazione avanzata di apparecchiature informatiche dismesse da grandi aziende. “E’ stato un incontro non casuale quello con Reware” – dice il Presidente di Fondazione Cogeme Gabriele Archetti– “avendoli conosciuti e premiati in occasione del nostro concorso Premio di eccellenza Verso una economia circolare. Grazie ad esso infatti siamo venuti in contatto con molte realtà nazionali che lavorano concretamente sull’economia circolare e ci è sembrato naturale raccogliere questa piccola ma significativa esperienza collegandola alle nostre attività benefiche, nello specifico legate al Banco del Riuso”.  Ecco dunque come si innesta l’operazione di recupero di apparecchiature informatiche nel dibattito pubblico sul ruolo dell’economia circolare, l’economia civile e gli impatti sulle comunità locali in occasione della Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti (SERR) 2021, volta a promuovere  azioni di sensibilizzazione sulla sostenibilità e sulla corretta gestione dei rifiuti.

L’incontro è stato un’occasione importante per rimettere al centro il ruolo di ciascuno rispetto alla sostenibilità locale e allo stesso tempo globale, promuovendo modelli simbiotici e virtuosi tra imprenditorialità, benessere sociale, restituzione alle comunità.

Cos’è Il progetto PC4Change

A raccontarlo è il fondatore della Cooperativa Reware Nicolas Denis: “è una forma innovativa di partenariato aperto messo a disposizione delle Organizzazioni Non Profit come Fondazione Cogeme. Lo scopo è quello di raccogliere computer da riutilizzare, sia per fare opera di prevenzione ambientale che per sostenere progetti di solidarietà sociale, di sviluppo sostenibile, sensibilizzazione ambientale, emergenza umanitaria e di cooperazione internazionale. La logica innovativa del progetto è quella di far convergere alti obbiettivi di efficienza ambientale, tramite il riutilizzo professionale delle apparecchiature elettroniche, con nuove metodologie di raccolta fondi.  “PC4Change” è un progetto che nasce dall’iniziativa della Cooperativa Reware, la quale è anche un Impresa Sociale riconosciuta nel campo della prevenzione ambientale. Il riutilizzo di apparecchiature informatiche viene indicato come la miglior pratica in assoluto nel quadro della riduzione dell’impatto ambientale da rifiuti elettronici.”

E dalla discussione emerge infatti che i rifiuti elettronici sono tra quelli con il maggior tasso di crescita a livello globale e sono, tra i rifiuti comuni di origine domestica e professionale, quelli che, a parità di peso e volume, contengono la più grande quantità di elementi chimici complessi difficilmente smaltibili. Per capire le dimensioni del  problema vengono snocciolati alcuni numeri per cui ogni persona in Italia produce in media dai 12 ai 18 chili di rifiuti elettronici ogni anno (le cifre variano in base alle fonti). Se moltiplicassimo questa cifra per il numero di abitanti si arriverebbe a circa 1 milione di tonnellate di rifiuti per l’Italia. A livello europeo si parla di 10 milioni e a livello mondiale si superano i 50 milioni. È l’insieme di queste motivazioni che ha spinto anche Fondazione Cogeme a intraprendere questo filone cercando di diffonderlo il più possibile nei propri territori di riferimento.

Come funziona

L’azienda interessata a dismettere computer contatta Fondazione Cogeme fornendogli una disponibilità ad aderire al progetto PC4change. Sarà poi cura della Cooperativa Reware avviare un’interlocuzione diretta (suggellata da un accordo scritto formale) che attesta  i termini della “donazione” da parte dell’azienda. Dal punto di vista tecnico occorrerà un inventario (anche semplificato) del materiale che si intende mettere a disposizione e che verrà poi ritirato dalla stessa Reware e poi venduto al pubblico tenendo traccia precisa dei costi di trasporto, dei pezzi di ricambio e dei ricavi.

Il 20% del ricavato netto (vendita meno costi di trasporto ed eventuali pezzi di ricambio) verrà destinato a Fondazione Cogeme che reinvestirà il tutto nel Banco del Riuso di Rovato e Lograto.

In sostanza si tratta di un’ “Economia circolare al quadrato” come sottolinea  nel suo intervento Carlo Piantoni, Presidente dell’Associazione RIUSO3, gestore dei due banchi: “da un lato con il recupero di materiale destinato ad essere rifiuto e dall’altro con la re immissione in circolo di risorse per finanziare le attività legate al banco, già di per sé economia circolare allo stato puro” .

I benefici

Lato AZIENDE

Le aziende che dismettono il materiale informatico, spesso costrette ad affrontare spese di smaltimento del materiale informatico in mancanza di alternative, risparmiano sui costi e fanno opera di responsabilità sociale ed ambientale.

Lato REWARE

Reware, che è una cooperativa di lavoro ed un’impresa sociale non profit, genera occupazione e sviluppa economia circolare virtuosa a beneficio dell’ambiente.

Lato Fondazione Cogeme

Ottiene una nuova fonte di finanziamento complementare a quelle tradizionali, contribuendo contemporaneamente alla tutela dell’ambiente e al consolidamento della propria mission.

Lato CITTADINI

La cittadinanza tutta, che sia beneficiaria dei progetti finanziati, acquirente di computer rigenerati o ancora vittima dell’esternalità della produzione e dello smaltimento di apparecchiature elettroniche, vede la propria qualità di vita migliorare e beneficia di un ambiente meno esposto a rischi di inquinamento.

Erano presenti alla Conferenza, oltre ai rappresentanti delle aziende coinvolte in questa prima fase sperimentale (Cogeme, Acque Bresciane, BTL banca del territorio lombardo), la Presidente di Legambiente Lombardia Barbara Meggetto a testimonianza della collaborazione stretta con Fondazione Cogeme e Paolo Ferraresi fondatore del network Rreuse che conta 22 membri in 12 Paesi europei, con oltre quarantamila dipendenti a tempo pieno e 110mila volontari: “La missione delle imprese sociali è quella di creare lavoro, attraverso le attività di preparazione per il riuso, che comprende raccolta, selezione, riparazione, messa in vendita e in alcuni casi servizio post vendita. Il riuso genera decisamente più posti di lavoro rispetto all’industria del riciclo, che nel caso della categoria degli articoli elettrici ed elettronici diventa di circa dieci occupati contro uno“.

 

Per maggiori info sul progetto:

https://www.pc4change.net/sociale/sostieni-il-banco-del-riuso/