Peste suina, Coldiretti: minaccia grave, subito azione sinergica su tutti i fronti
Subito un’azione sinergica su tutti i fronti per tutelare e difendere i nostri allevamenti da questa grave minaccia. È quanto chiede Coldiretti Brescia in riferimento al primo caso di Peste Suina Africana in Piemonte riscontrata nelle analisi sulla carcassa di un cinghiale trovato morto in provincia di Alessandria.
“Più volte abbiamo denunciato i pericoli della proliferazione e diffusione senza freni dei cinghiali – precisa Valter Giacomelli presidente di Coldiretti Brescia – non c’è più tempo, vanno messi in campo interventi concreti e incisivi per riportare sotto controllo la gestione numerica di questi animali con modifiche alla norma nazionale e il rafforzamento delle misure a livello regionale e provinciale”.
“Il rischio che il contagio possa estendersi ai nostri allevamenti – aggiunge Claudio Cestana vicepresidente di Coldiretti Brescia e coordinatore della consulta suinicola provinciale – rappresenterebbe un gravissimo danno economico per le imprese soprattutto in un territorio come quello della provincia di Brescia, una delle prime in Italia per numero di maiali allevati. La situazione che ci troviamo ad affrontare impone un attento monitoraggio anche per evitare che si possano generare strumentalizzazioni e speculazioni ai danni dei nostri imprenditori agricoli”.
In questa direzione – afferma Coldiretti Brescia – va riconosciuto l’impegno annunciato dall’assessore all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi Verdi Fabio Rolfi di istituire la figura del delegato dell’imprenditore agricolo, che potrà intervenire nelle attività di contenimento del cinghiale sui fondi di sua proprietà. Importante è anche l’impegno di Regione Lombardia a sburocratizzare le pratiche per gli interventi dei controllori.
“Il virus della Peste Suina Africana – conclude il vicepresidente Cestana – può colpire cinghiali e maiali ed è altamente contagioso e spesso letale per gli animali, ma non è, invece, trasmissibile agli esseri umani. Un possibile veicolo di contagio possono essere proprio i cinghiali, il cui numero negli ultimi anni si è moltiplicato in tutta Italia fino a superare i due milioni di esemplari secondo le ultime stime”.