Confapi Brescia: “Quarto trimestre 2022. La frenata è minore del previsto”
Il rallentamento dell’economia c’è stato, ma aver ottenuto risultati meno negativi del previsto nel quarto trimestre 2022 consente alle imprese di avere uno sguardo meno preoccupato sul prossimo futuro e più fiducioso rispetto a una tenuta complessiva.
Lo rileva il report congiunturale elaborato dal Centro Studi Confapi Brescia interrogando 100 piccole e medie imprese – in prevalenza metalmeccaniche e per metà con meno di 15 dipendenti – rappresentative del tessuto associativo Confapi.
Come è noto, dopo una prima parte dell’anno durante la quale la crescita è stata ancora consistente e un deciso rallentamento del terzo trimestre, il periodo ottobre – dicembre non ha confermato l’inversione di tendenza.
Negli ultimi tre mesi del 2022, i fatturati sono cresciuti per il 46% delle imprese (a causa, anche, dell’aumento dei prezzi), mentre sono rimasti uguali per un’impresa su cinque. La produzione ha registrato segno positivo per il 42% delle imprese e, per il 28%, è rimasta uguale al trimestre precedente. Meno positivi gli ordini, con il segno «più» solo per il 28% delle imprese intervistate, mentre il 41% ha registrato una contrazione (49% nel mercato domestico, il più significativo per le PMI bresciane).
Variazioni sostanzialmente nulle per la gran parte delle imprese per quanto concerne occupazione, giacenze e investimenti. In crescita invece, oramai una costante, i costi di produzione: salgono per il 62%, per il 25% sono uguali al trimestre precedente, mentre solo il 13% segnala un lieve calo. Nel complesso – osserva il report – i forti timori di rallentamento dell’economia paventati nei mesi scorsi non hanno avuto un riscontro effettivo, seppur non si possa certo affermare che il quarto trimestre sia stato positivo.
Anzi, a riguardo, preoccupa quel 33% di imprese che ha un tasso di utilizzo degli impianti inferiore al 70%.
«Il calo degli ordinativi diffusamente avvertito nel corso degli ultimi sei mesi dell’anno – sottolinea il rapporto congiunturale – condizionerà parzialmente i ritmi produttivi per i prossimi mesi. Nelle aspettative delle imprese intervistate, i primi sei mesi del 2023 porteranno risultati di bilancio prevalentemente stabili, ma con un calo del fatturato atteso da tre realtà su dieci in Italia – e addirittura da più di quattro rispetto alla Comunità Europea». Un clima quindi che attenua il pessimismo diffuso nei mesi scorsi, ma che, allo stesso tempo, non si traduce in ripartenza. Quantomeno, fino all’estate. «L’anno si è chiuso complessivamente in modo positivo per il sistema delle imprese, anche se è evidente che il calo degli ordini avrà un certo impatto nei prossimi mesi – afferma il presidente di Confapi Brescia, Pierluigi Cordua -. Vale quindi la pena mantenere un cauto ottimismo per il prossimo futuro, dal momento che alcuni fattori che nei mesi scorsi erano stati fonte di grande instabilità, con conseguente riduzione o addirittura azzeramento dei margini per le imprese, stanno oggi rientrando entro i livelli di guardia. Mi riferisco, in particolare, ai prezzi energetici e del gas, oggi significativamente più bassi rispetto al recente passato. L’attenzione resta comunque alta: gli scenari economici di questo periodo mutano con una repentinità tale da rendere difficile fare previsioni».