16 novembre giornata mondiale del tumore al pancreas

Sono prospettive poco rassicuranti quelle relative al tumore al pancreas: secondo le proiezioni, la patologia si candida a diventare la seconda causa di morte per neoplasia a livello mondiale entro il 2030, con una stima di oltre 560mila casi al mondo nel 2025. Un quadro che è confermato dal progressivo incremento dei numeri anche nel nostro Paese: secondo i dati dell’Associazione Italiana Registro Tumori sono state circa 14.500 nel 2022 le nuove diagnosi in Italia, in aumento rispetto agli anni passati, con un incremento complessivo nei 2 sessi del 3% e un ulteriore incremento atteso per il 2025 del 5%, associato ad una diminuzione dell’età media dei malati.

 

Neoplasia silente, aggressiva e ancora poco conosciuta, nell’80% dei casi diagnosticata soltanto in fase avanzata per la sostanziale assenza o aspecificità dei sintomi, il tumore al pancreas rischia di diventare nel giro di pochi anni un problema sanitario di considerevole portata con ricadute tragiche non solo per le vite dei pazienti, ma anche per i conti del SSN, poiché l’assenza di un iter diagnostico ben definito allunga a dismisura i tempi della presa in carico del paziente, e aumenta il numero di specialisti ai quali il paziente si rivolge spontaneamente, talvolta anche in maniera inappropriata.

 

Accendere i riflettori sulla malattia: è quello che fanno da anni Fondazione Nadia Valsecchi, fondata a Brescia nel 2015, e Associazione Oltre la Ricerca ODV, nata nel 2012 a Rimini. Le due realtà collaborano instancabilmente da anni per sensibilizzare la popolazione, supportare la ricerca sul tumore al pancreas ed assistere i pazienti e le loro famiglie nei percorsi di diagnosi e di trattamento. La Giornata Mondiale del Tumore al Pancreas organizzata fin dal 2013 dalla World Pancreatic Cancer Coalition, in programma giovedì 16 novembre, diventa un’occasione fondamentale per rivolgersi alla cittadinanza, informare e lanciare un allarme:  “Ad oggi – dice Federica Valsecchi, Presidente della Fondazione Nadia Valsecchi – sono poche le strutture che hanno attivato protocolli di sorveglianza attiva riferiti ai soggetti ad aumentato rischio di sviluppare la patologia, o Percorsi Diagnostico-Terapeutici Assistenziali (PDTA) standardizzati. Mancano risorse e strategie a questo dedicate da parte del SSN, così come andrebbero implementati a livello Europeo i fondi dedicati alla ricerca scientifica su questa patologia”.

 

Per questo Fondazione Nadia Valsecchi e Associazione Oltre la Ricerca ODV hanno lanciato da alcuni giorni sui social una nuova campagna di comunicazione, “Quanto pesano 80 grammi?”: un claim che fa riferimento alle ridotte dimensioni del pancreas – dal peso medio di circa 80 grammi – ma di grande importanza, con un “peso” dunque di gran lunga superiore alle sue dimensioni fisiche.

 

 

 

 

Brescia è teatro di una serie di eventi in occasione della Giornata Mondiale e del mese di novembre, dedicato alla sensibilizzazione sul tumore al pancreas. Fondazione Poliambulanza e Fondazione Valsecchi da anni collaborano con campagne di sensibilizzazione, con attività mirate all’assistenza dei pazienti, attraverso percorsi mirati a migliorare le condizioni psico-fisiche delle persone in cura presso l’ospedale bresciano.

Sabato 18 novembre il Teatro Der Mast (via Giosuè Carducci, 17/e) ospita, a partire dalle ore 21, “Dance&Donate”, serata di beneficienza patrocinata dal Comude di Brescia, in cui verranno consegnati i fondi per la ricerca a Fondazione Poliambulanza. In particolare verra’ finanziato il progetto PREFITS che intende preparare, attraverso un programma di preabilitazione, i pazienti, soprattutto quelli più fragili, candidati a interventi chirurgici per la rimozione di un tumore al pancreas. E’ previsto un percorso mirato di “educazione fisica” che aiuti i pazienti nel post-operatorio, combinato alla somministrazione di enzimi pancreatici. Lo scorso Maggio, al fine di sostenere questo importante progetto, i ricercatori di Fondazione Poliambulanza guidati dal Prof. Moh’d Abu Hilal, Direttore dell’U.O. di Chirurgia Generale e dell’U.O. di Chirurgia Epatobiliopancreatica, Robotica e Mininvasiva,  hanno biciclettato da Brescia a Lione per sensibilizzare la popolazione su questa patologia e per raccogliere fondi da destinare al progetto Prefit. L’evento, chiamato CycLyon, partito da Brescia alla presenza della Sindaca Laura Castelletti e con tappa a Bergamo alla presenza dell’Assessore Stefano Zenoni, ha coinvolto tante persone e portato alla raccolta di fondi per la ricerca.

Durante la serata saranno inoltre presentati i progetti per il nuovo anno e si ballerà al ritmo della musica del Dj Beppe Orizzonti (biglietti al link https://www.eventbrite.it/e/biglietti-dance-donate-722870554287?aff=oddtdtcreator&fbclid=IwAR0dHwmMWWw3JocjmLsPQ8KVvmLexN0zPHunwdOs1qvZzG4P7TG1r3Ul7ho).

Domenica 19 novembre infine ritrovo alle ore 9.30 in Piazza Europa a Carpenedolo (Bs) per la “Terza camminata per la ricerca” in ricordo di Laura Ziliani: è possibile acquistare le magliette presso la Pro Loco di Carpenedolo oppure la mattina stessa della camminata.

 

Agli eventi sul territorio si aggiungono le importanti partnership che Fondazione Valsecchi e Associazione Oltre la Ricerca ODV hanno attivato a livello nazionale in occasione della Giornata Mondiale 2023: da un lato con Federfarma, la federazione che unisce oltre 19mila farmacie su tutto il territorio nazionale, dall’altra con SIMG – Società Italiana di Medicina Generale con l’obiettivo di diffondere la campagna di sensibilizzazione, ‘accendere i riflettori su questa emergenza sanitaria e insieme attivare quella fondamentale triangolazione tra associazioni, farmacisti e medici entrambi imprescindibili punti di riferimento per i pazienti.

E ancora, il prezioso sostegno di AISP – Associazione Italiana Studio Pancreas, che da anni collabora con le due associazioni.

Una rete, quella costruita da Fondazione Nadia Valsecchi e Associazione Oltre la Ricerca ODV, indispensabile per vincere la sfida di una patologia che, con il tasso di sopravvivenza a 5 anni dalla diagnosi più basso tra tutte le patologie oncologiche, potrebbe essere affrontata con maggiore efficacia con la diagnosi precoce, obiettivo da centrare con protocolli certi di presa in carico dei pazienti. Altro tassello fondamentale, quello dell’attivazione di indagini che coinvolgano i soggetti più a rischio di sviluppare la malattia per familiarità (presenza di più casi di tumore al pancreas in famiglia) o perché sono portatori di mutazioni a geni quali BRCA, CDKN2A ed altri coinvolti anche nello sviluppo del tumore del pancreas. Studi recenti dimostrano inoltre che la presenza di diabete di recente insorgenza o di diabete di vecchia data non più ben compensato con la terapia in uso dal paziente, è un altro importante fattore che deve allertare chi segue il malato ad una scrupolosa valutazione del pancreas. L’evidenza degli studi pubblicati in letteratura dimostra che l’identificazione di particolari categorie di soggetti a rischio e la sorveglianza condotta con i giusti mezzi, e con la tempistica corretta, può portare a diagnosi precoci e di conseguenza ad una più elevata percentuale di casi resecabili e ad una più alta sopravvivenza dei malati.