L’artista Marilina Succo si è messa a nudo al Vittoriale degli Italiani in THE PROCESS
«Fino a che punto si è disposti a dire sì?». Da questa frase nasce il lavoro di Marilina Succo, che è stata questo pomeriggio al Vittoriale degli Italiani con THE PROCESS, una rappresentazione scenica in cui l’artista si è messa a nudo.
Nello Schifamondo, l’artista ha esplorato e sfidato lo spettatore, costringendolo a un confronto diretto attraverso lo sguardo, trasformandosi in uno specchio che riflette le emozioni dell’altro.
Così Marilina Succo: «Silenziare la voce equivale a spezzare. In questa performance, il silenzio sarà il protagonista: una riproduzione di violenza psicologica che, coscientemente volontaria, porterà̀ lo spettatore ad interagire in prima persona. In questa performance, il mio silenzio intenzionale permetterà ai visitatori di esprimere loro stessi, di essere ascoltati o di rimanere semplicemente in silenzio. Per rendermi disponibile ai loro bisogni spegnerò me stessa, mettendomi a nudo». E ancora: «Il Vate era maniacale – la cura meticolosa con cui ha concepito e arredato ogni angolo del Vittoriale testimonia la sua ossessione per il controllo e la perfezione; trasgressivo – il suo stile di vita fuori dagli schemi, la sua audacia letteraria e il suo spirito anticonformista lo rendono un’icona di irriverenza; scenografico – ogni dettaglio del Vittoriale incarna il suo gusto teatrale e spettacolare, trasformando lo spazio in un’opera d’arte vivente. Tre aggettivi che ci accomunano, e che rendono il Vittoriale il luogo dove THE PROCESS può prendere forma in modo più naturale».
La performance è un’arte effimera, fondata sull’emozione e sul tempo: esiste solo nell’attimo in cui viene vissuta, lasciando dietro di sé un ricordo, un’eco nel pensiero di chi l’ha attraversata. THE PROCESS è, appunto, un processo di presa di coscienza attraverso la provocazione, un’esperienza che si fa relazione autentica tra individui, e che prenderà vita in un luogo storico carico di significato.